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Amsterdam: stop al bike sharing

9 Agosto 2017

Strano che la città sui pedali più famosa al mondo metta al bando delle bici. Eppure sembra che la capitale olandese abbia proibito l’uso del cosiddetto bike sharing a flusso libero. 

Il motivo di questa decisione è dovuto a una questione di “traffico” o meglio di mancanza di parcheggi. La città, con le sue vie strette, infatti, avrebbe una carenza di posti per lasciare in sosta i mezzi a due ruote e, così, coloro che usufruiscono del bike sharing a flusso libero lasciano la bici dove capita: sui marciapiedi, sui ponti, insomma, ovunque si trovi un posto libero, intralciando così la circolazione cittadina. La decisione da parte dell’Amministrazione arriva in seguito alle continue lamentele dei cittadini. Tuttavia, il bike sharing non verrà totalmente proibito, ma solo quello a “flusso libero”, tramite App o smarthphone.

photo credits: Héctor Martínez on unsplash.com

La decisione

I numerosi turisti potranno ancora godere del servizio offerto, ma non si potranno lasciare le bici dove capita se queste dovranno poi essere utilizzate da un altro utente: “Non è un problema parcheggiare una bici condivisa lungo le strade della città, come una qualsiasi bici, se poi è la stessa persona a riprendere la bici. È però vietato lasciare una bici in un luogo pubblico, se questa è la modalità necessaria per farla utilizzare al successivo utente. Nell’ultimo anno abbiamo investito molto per creare parcheggi per bici e non vogliamo che vengano occupati da operatori commerciali di sistemi di bike sharing”. Ha commentato un portavoce dell’Amministrazione Comunale. Negli ultimi mesi, infatti, alcuni operatori come oBike, Flickbike e Donkey Republic avevano lasciato centinaia di bici destinate prevalentemente ai turisti lungo le strade. La città ne ha dovute rimuovere parecchie non più funzionanti e quindi inutilizzate.

photo credits: Jennifer Boyle – unsplash.com

Cos’è il bike sharing a flusso libero?

l bike sharing a flusso libero non richiede le normali stazioni di noleggio e riconsegna necessarie con il servizio tradizionale. Si tratta di una modalità con ottimo potenziale, poiché i costi di avvio del servizio sono relativamente. In Europa è presente da decenni, ma negli ultimi hanno ha avuto una crescita esponenziale grazie agli enormi investimenti realizzati da alcune aziende asiatiche. Perché funzioni al meglio, il bike sharing a flusso libero dovrebbe essere ben pianificato e gestito, in collaborazione con le amministrazioni locali. Questo non sempre avviene, causando i disagi che sta affrontando Amsterdam. Il servizio di bike sharing a flusso libero è un’ottima idea che rischia tuttavia di acquisire una fama negativa se le città non si affidano a operatori esperti e rispettosi delle regole della realtà locale

(Fonte Bikeitalia.it)

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