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Granfondo Città di Livorno: 450 adesioni per la quarta edizione

15 Settembre 2026

di Gabriele Pezzaglia

La Toscana che tiene botta, che crede ancora nell’agonismo. Non è che il race sia l’unica strada del ciclismo sia chiaro, ma vedere una delle regioni guida del movimento granfondista con una scarsità di eventi fa pensare.

A Livorno invece ci credono eccome all’agonismo, ritenuto davvero una formula vincente nella partecipazione per gli eventi strada. Quest’anno si è corsa la quarta edizione della Granfondo Città di Livorno Memorial Alluvione 2017, vinta da Mikel Demiri nel percorso lungo di 130 chilometri con 2000 metri di dislivello e da Andrea Sergianpietri nel corto di 80 chilometri con 1100.

“Certo, la scelta della Granfondo Livorno è sicuramente una proposta per l’agonismo come nel solco tradizionale del movimento”, ha dichiarato Alessio Freschi, tra gli organizzatori della Granfondo. “Crediamo in questo aspetto e sappiamo che c’è tanta gente che vuole ancora correre in maniera tradizionale. Abbiamo avuto 450 adesioni, ma lavoreremo fin da subito per aumentare i partecipanti, magari incrociando anche rassegne o campionati”

A proposito, Livorno valeva anche come gara circuito interforze e così ci dice il comandante Diego Priami (che ha vinto la classica interforze nel lungo di categoria), intercettato alla partenza della manifestazione avvenuta per la prima volta dall’Accademia Navale di Livorno: “L’Accademia Navale di Livorno è Livorno, quindi rafforziamo l’identità della città e della gara con la vicinanza alla Marina Militare. È un orgoglio aver partecipato all’organizzazione della partenza e aver ospitato uno degli eventi sportivi più significativi della città. L’anno prossimo lavoreremo affinché la Granfondo sia proprio campionato italiano interforze”.

Un raccordo fondamentale per il comitato organizzatore il GS Carli, il ricordo dell’alluvione che ha colpito nove anni fa la città e così ha sostenuto Alessandro Freschi: “Lo sport va anche ad abbracciare valori di solidarietà e messaggi sociali. L’alluvione ha ferito la nostra città duramente ed il ricordo è ancora vivo di questi momenti e di quanto la città fra civili e militari si sono impegnati. Lo sport deve far vivere queste cose, il ricordo è essenziale per un futuro migliore, non bisogna dimenticare”.

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