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Eurobike a rischio? Le principali associazioni tedesche interrompono i rapporti con la fiera

30 Ottobre 2025

Giovedì le due principali associazioni tedesche dell’industria ciclistica, ZIV e Zukunft Fahrrad, hanno comunicato di aver interrotto la collaborazione con Eurobike e che non parteciperanno alla fiera nel 2026. Le parti non hanno raggiunto un accordo su quali strategie percorrere in futuro, arrivando alla rottura totale nei rapporti. Una decisione che apre un periodo di grande incertezza attorno alla principale manifestazione europea della bici, e che già quest’anno aveva accusato un calo di presenze e attirato diverse perplessità sulla direzione intrapresa nelle ultime edizioni.

Le novità annunciate per cercare di risollevare la fiera dal 2026 da fairnamic, società organizzatrice di Eurobike, non sono bastate per proseguire i rapporti con le due associazioni, che rappresentano le più importanti aziende produttrici di bici e componenti attive in Germania. La decisione di ZIV e Zukunft Fahrrad scuote infatti tutta l’industria europea, per una notizia che costringerà il settore a delle riflessioni e che arriva a sorpresa: solo poche settimane fa, in un’intervista concessa a Bikefortrade il ceo di fairnamic Stefan Reisinger aveva mostrato segni di ottimismo verso il futuro della fiera di Francoforte, rigettando la tesi della crisi delle fiere di settore al chiuso.

Le motivazioni di ZIV e Zukunft Fahrrad

“Dopo lunghe discussioni con gli organizzatori di Eurobike, abbiamo deciso di porre fine alla nostra collaborazione”, ha dichiarato Bernhard Lange, membro del consiglio di ZIV e socio di Paul Lange GmbH & Co. “Non abbiamo riscontrato lo stesso impegno da parte degli organizzatori nel sostenere le misure necessarie per rendere la fiera adeguata al futuro dell’industria della bicicletta”.

“I membri di Zukunft Fahrrad e di ZIV hanno formulato idee chiare riguardo agli adeguamenti strutturali e di contenuto necessari per Eurobike. Purtroppo non vediamo alcuna possibilità realistica di realizzarli”, ha aggiunto Ulrich Prediger, amministratore delegato di Zukunft Fahrrad e fondatore di JobRad.

Come riportano le associazioni, la decisione è stata preceduta da «un intenso processo di condivisione tra le associazioni e i loro membri, subito dopo la fiera di quest’anno. Il risultato è stato un Piano in 10 punti per Eurobike 2026, che ha servito come base per i colloqui con le società organizzatrici della fiera».

“Il settore si aspetta cambiamenti fondamentali come prerequisito e segnale chiaro per un futuro di successo della Eurobike. Noi non li abbiamo visti”, ha detto Claus Fleischer, membro del consiglio ZIV e CEO di Bosch eBike Systems.

“Non abbiamo preso questa decisione con leggerezza. Ci dispiace molto, ma era necessaria. È importante che ora creiamo chiarezza per tutte le parti coinvolte”,  ha sottolineato Dirk Zedler, membro del consiglio di Zukunft Fahrrad e fondatore e amministratore della Zedler Group.

“La domanda dei nostri membri per una forte piattaforma comune rimane importante. Per questo stiamo continuando il dialogo stretto avviato con le nostre aziende e le associazioni partner”,
ha aggiunto Wasilis von Rauch, amministratore delegato di Zukunft Fahrrad.

“La questione di una piattaforma settoriale deve essere risolta ma con lungimiranza, dato che tutti riconosciamo le enormi sfide politiche ed economiche che il nostro settore deve affrontare”,
ha proseguito Burkhard Stork, amministratore delegato di ZIV – German Bicycle Industry.

Il futuro di Eurobike, dunque, è a forte rischio. Per la manifestazione è un colpo duro da incassare, e potenzialmente dalle conseguenze irreversibili, tant’è che sui media tedeschi ci si chiede già quale piattaforma potrebbe eventualmente sostituirla e come l’industria ciclistica reagirà a questa notizia inaspettata.

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