Tre giorni, 510 chilometri e oltre 4.000 metri di dislivello per la rassegna cicloturistica firmata Fondazione Cortina. Un viaggio in autonomia e senza cronometro che ha unito il Veneto attirando ciclisti da tutta Italia e dall’estero
di Gabriele Pezzaglia
La bicicletta come legame di territori, come opportunità di dialogo fra aree, come messaggio di cultura sportiva, di turismo, di opportunità. Fondazione Cortina ci ha visto giusto: sono differenti ma allo stesso tutti importanti i messaggi e le linee che ha voluto tracciare con la seconda edizione di The Great Ride, la rassegna cicloturistica in gravel che ha collegato Verona con Cortina d’Ampezzo, un viaggio, addirittura progetto bikepacking.
Partenza dall’Arsenale di Verona alla volta del lago di Garda, della laguna di Venezia, delle colline del Prosecco nella provincia di Treviso fino alle dolomiti di Belluno con arrivo nel cuore di Cortina d’Ampezzo presso lo stadio Olimpico del ghiaccio.
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Le Olimpiadi sono state un evento mondiale e probabilmente irripetibile, che ha legato tutto il territorio veneto. Così anche questo viaggio a pedali è stato un modo di consacrare l’evento a cinque cerchi e costruire, come fa Fondazione Cortina nella pratica, la tanto citata legacy. Tre giorni dal 17 al 20 settembre fra strade bianche, asfalto, ascese e picchiate: 510 chilometri e 4.100 metri di dislivello affrontati in autonomia e senza cronometro.
C’è stata anche la possibilità di accorciare il viaggio partendo da Treviso con 210 chilometri da affrontare, con un paesaggio davvero vario. Sotto questo punto di vista, il Veneto è forse la regione che al Nord Italia può offrire di più. Importante il richiamo di ciclisti stranieri, con presenze da Austria, Svizzera, Croazia e Malta. Fra i partecipanti all’evento ha spiccato la partecipazione dell’ex corridore professionista Daniel Oss, oggi praticante del gravel di cui è stato campione del mondo, che ha pedalato lungo l’intero percorso da Verona.
“The Great Ride mi ha regalato panorami sempre diversi, pioggia compresa, e soprattutto la conferma di quanto sia bello vivere il gravel nella sua dimensione più autentica e non competitiva”, ha fatto sapere Oss. “Mettersi alla prova, scoprire il territorio su due ruote e condividere la fatica e il divertimento con persone che, strada facendo, diventano nuovi amici: è questa, per me, l’essenza della bici e del gravel. Credo che questo sia un evento con grandi margini di crescita”.
“The Great Ride nasce dall’idea che lo sport possa essere anche un modo per conoscere e mettere in relazione i territori In questi giorni abbiamo visto persone partire da Verona e da Treviso e attraversare una parte importante del Veneto, fino ad arrivare a Cortina”, ha dichiarato il presidente di Fondazione Cortina Stefano Longo. “La partecipazione di appassionati da tutta Italia e dall’estero è la testimonianza più tangibile di quanto la legacy olimpica possa lasciare al nostro territorio e continuare a generare nuove occasioni anche oltre l’appuntamento a cinque cerchi. Fondamentale questi eventi perchè avvicinano alla bicicletta e allo sport in generale le persone e la filosofia della manifestazione non avendo quel ritmo ossessionante della gara tradizionale incoraggia la partecipazione”.